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Le stanze ed il ghetto Ebraico

Le stanze sono situate nel magico Ghetto Ebraico

Le stanze ed il Ghetto Ebraico

Il quartiere ebraico ha mantenuto in larga misura la sua struttura e i suoi caratteri originari. Dalla piazza della Cattedrale ha inizio via Mazzini (già via Sabbioni), la strada principale del ghetto, tipica fino alla seconda guerra mondiale per i suoi vecchi negozi. Al suo imbocco era collocato uno dei cinque cancelli di chiusura. Lo ricorda una lapide sull'edificio dell'ex-oratorio di San Crispino, dove gli ebrei dovevano riunirsi per le prediche coatte. Un altro cancello era posto alla fine della strada (all'incrocio con via delle Scienze). Su via Mazzini 95 si trovano, in un edificio in uso alla comunità ebraica di Ferrara sin dal 1485, le tre sinagoghe ferraresi, le uniche sopravvissute tra quelle esistenti nel ghetto, con l'annesso Museo ebraico.

Da via Mazzini si passa in via Vignatagliata, con i suoi antichi edifici trecenteschi. Al n.33, due lapidi ricordano il medico e filosofo Isacco Lampronti; al n.44 vi era un tempo il forno delle azzime, e al n.79 la scuola che dopo le leggi razziali del 1938 ospitò i ragazzi ebrei espulsi dalle scuole statali e dove insegnò anche Giorgio Bassani.

Sono invece del Cinquecento o posteriori gli edifici delle altre vie del Ghetto: via Vittoria (già via Gatta Marcia), via Torcicoda, vicolo Vignatagliata e piazzetta Lampronti. In fondo a via Vignatagliata e a via Vittoria erano collocata due altri cancelli di ingresso al ghetto; il quinto chiudeva l'accesso a via dei Contrari. In via Vittoria 39 sorgeva la Scola spagnola, oggi smantellata e riadattata ad abitazione privata. Nell'atrio di ingresso rimangono le lapidi che onoravano le offerte dei benefattori.

 


Dormire a Ferrara le stanze di vignatagliata

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